La libertà e la regia
Scegliere à la carte significa costruire il proprio pasto voce per voce. Accettare un menu significa affidarsi a una regia che mette già in relazione portate, prezzo e talvolta tempi. La formule riduce ulteriormente il campo, spesso combinando due o tre momenti del pasto.
Nessuna delle due possibilità è più libera in assoluto. La carte offre ampiezza, ma chiede competenza e decisione. Il menu limita la scelta, ma può creare un’esperienza più coerente. La buona ospitalità rende comprensibile questa differenza senza far sentire inadeguato chi non la conosce.
Il lettore davanti alla pagina
La stessa tensione attraversa la scrittura. Esistono testi che accompagnano il lettore lungo un percorso molto guidato e testi che gli consegnano frammenti da comporre. Alcuni autori preparano un menu; altri dispongono una carte.
Anche qui, la libertà non dipende dal numero delle opzioni. Dipende dalla qualità della relazione tra chi propone e chi sceglie. Un menu mal costruito impone; uno ben costruito conduce. Una carte troppo estesa confonde; una essenziale permette di riconoscere ciò che si desidera.
Prima di assaggiare, leggiamo. E ogni carta, come ogni libro, ci insegna che scegliere è già un modo di raccontarci.
Angelo Raffaele Grande
